Prima di poter comprendere in modo chiaro i vantaggi dell’approccio integrato offerto dalla Omeomesoterapia, ritengo opportuno un breve richiamo al concetto della stessa Mesoterapia, usando le parole oggi sotto gli occhi di tutti, quelle di Wikipedia:
“Il vantaggio di questa tecnica [mesoterapia] consiste nel poter utilizzare dosi ridotte di principio attivo, dosi che diffondono nei tessuti sottostanti l’inoculazione e persistono per più tempo rispetto alla via di somministrazione intramuscolare, con vantaggi quali l’effetto prolungato nel tempo, il ridotto coinvolgimento di altri organi e la riduzione del rischio di eventi avversi o effetti collaterali.”

L’evoluzione di questa tecnica medica, descritta per la prima volta nella letteratura scientifica nel 1793, si deve nei primi anni ’80 del secolo scorso all’utilizzo intradermico o sottocutaneo dei farmaci omeopatici, gli stessi utilizzati nell’omeopatia di più recente concezione, meglio definita come “low dose medicine“.   L’assenza di effetti collaterali e di controindicazioni, l’efficacia e la sempre maggiore richiesta da parte dei pazienti sancirono il successo di quella che fu da allora definita come Omeomesoterapia.

Negli ultimi decenni, il felice connubio fra Omotossicologia e Mesoterapia si è ulteriormente arricchito dell’esperienza derivante dall’Agopuntura: un’assoluta coerenza di principi unisce queste tre nobili metodiche terapeutiche, tanto da alimentare fra di esse sinergie d’effetto che vanno ben oltre a quelle riscontrabili dall’applicazione delle tre pratiche mediche disgiunte.

Nella pratica omeomesoterapica, è l’esperienza plurimillenaria dell’agopuntura a guidare l’operatore – sempre un medico qualificato nel settore – all’identificazione dei punti sul tessuto dermico dove effettuare l’infiltrazione del farmaco omeopatico, seguendo i concetti di stratificazione energetica dei meridiani.