Agopuntura in Piemonte
a cura del medico agopunture
Ekaterina A. Vorontchikhina
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Effetti fisiologici riconosciuti all’Agopuntura

Alla luce delle nozioni esposte, all’Agopuntura è riconosciuta una grande varietà di effetti fisiologici, quali:

  • vasomodulatore e trofico
  • antiinfiammatorio
  • antalgico
  • decontratturante-miorilassante
  • sedativo
  • regolatore neuro-endocrino [1].


Effetto vasomodulatore e trofico

L’effetto vasomodulatore-trofico è documentato dalla termografia e da altre metodiche flussimetriche: a seguito di tale effetto viene ripristinato il corretto flusso ematico nell’area affetta. Conosciamo bene il fatto che le patologie algiche molte volte presentano localmente un quadro ischemico, oppure di lieve flogosi, spesso associata ad edema.  Ne consegue l’accumulo di scorie e l’evoluzione verso una patologia di tipo fibrotico, con deficit funzionali [1].            


Effetto antinfiammatorio

Per quanto riguarda l’effetto antiinfiammatorio, la regolazione del trofismo e del flusso ematico rendono possibile l’intervento delle componenti cellulare ed umorale del sistema immune nei distretti corporei interessati da quadri flogistici. La funzione di stimolazione delle diverse componenti del sistema immune dell’agopuntura è documentata da numerosi studi [1].


Effetto antalgico

A causa della sofferenza tissutale all’interno della regione affetta si possono osservare aree circoscrite abbastanza dolenti spontaneamente e/o alla pressione in grado di proiettare il dolore anche a distanza. Esse corrispondono ai punti Ashi della Tradizione e dai Trigger Points descritti da Travel e Simonds come zone ischemiche di maggior richiesta metabolica comprendenti un’area “calda” di ipereccitazione in grado di causare fenomeni riflessi locali e distanti [1].

La condizione ischemico-irritativa delle aree trigger attraverso le vie nervose afferenti può mantenere per via riflessa lo stato di sofferenza, innescando un circolo vizioso sulla base dei seguenti meccanismi:

-costrizione riflessa dei Vaso Nervorum

– feedback autonomo nocicettivo attraverso il quale si verifica la liberazione di neuropeptidi vasoattivi quali sostanza P e CGRP da parte delle fibre C afferenti che stimolano ulteriormente le vie nocicettive[1].

Nel 1994 G.D. Schott (Brain, 117: 397-413) ha posto in risalto il ruolo dell fibre afferenti autonome nella genesi del dolore cronico viscerale e muscolo-schelettrico. Queste afferenze rappresentano oltre 50% delle fibre amieliniche Cin vari tessuti (cute, articolazioni, muscoli, visceri) [1].

Le” fibre silenti” divengono sensibili ed in grado di evocare una risposta solamente in seguito a lesioni perduranti nel tempo quali sono i processi ischemici o flogistici cronici. L’attivazione di queste afferenze può indurre una sensibilizzazione centrale con un’espansione dei campi recettivi, causando un’attività intensificata e continuativa. Su questa base si mantiene il dolore cronico [1].

I punti Trigger e l’attivazione delle fibre C “silenti” favoriscono la cronicizzazione delle patologie algiche attraverso i meccanismi diversi. A livello centrale, tramite i meccanismi di:

  • convergenza-facilitazione
  • convergenza-proiezione

Per cui il dolore può cronicizzarsi anche nelle aree di proiezione dei Trigger Points, spesso distanti dall’origine.

La disattivazione dei Trigger Points e quindi la risoluzione della sintomatologia algica sia quella locale che quella a distanza avviene mediante la disorganizzazione meccanica dei Trigger Points, durante quale si interrompe il circolo vizioso che sta alla base della patologia [1].

L’effetto antalgico si ottiene tramite due metodiche:

  • elettroagopuntura applicata per oltre 60 minuti che è mediata dalla secrezione di oppioidi endogeni da parte del SNC;
  • stimolazione manuale di breve durata che coinvolge i meccanismi riflessi segmentari e sovrasegmentari, quali gate-control system ed il sistema discendente inibitorio [1].


Effetto decontratturante-miorilassante

La contrattura muscolare rappresenta la conseguenza della sofferenza segmentaria ed una protezione della parte malata. L’effetto decontratturante immediato dell’agopuntura si esercita attraverso meccanismi riflessi che coinvolgono le vie propriocettive e nocicettive. Il rilassamento muscolare consente la risoluzione della patologia algica ed ripristino corretto del trofismo tissutale [1].


Effetto ansiolitico-antidepressivo

I pazienti con le patologie algiche acute e croniche sono spesso afflitti da ansia e depressione, causate dalla sofferenza e dal timore di non ottenere la guarigione. L’effetto ansiolitico-antidepressivo dell’agopuntura si rivela abbastanza importante per migliorare le condizioni psichiche del paziente, ivi compresa la qualità del sonno [1].

La specificità d’azione dell’agopuntura è provata dai recenti studi con Risonanza Magnetica  Funzionale (fMRI) e con Tomografia a Emissione di Positroni (PET) [1].

L’attivazione selettiva di specifiche aree del SNC dimostrata che agopuntura è basata su solidi principi neurofisiologici [1].

 

 

Indicazioni terapeutiche generali

Alla base di quanto esposto si può affermare che l’Agopuntura ha un ruolo primario nella terapia delle patologie algiche, in virtù di alcuni suoi principali effetti ma attraverso i suoi effetti complementari come regolazione neuro-endocrina, sedazione e vasomodulazione e miglioramento del trofismo locale è impiegata anche nel trattamento delle diverse patologie internistiche.

Nel 1997 NIH Consensus Conference ha stabilito che l’agopuntura può essere :

  • terapia adiuvante
  • alternativa accettabile
  • parte di un programma terapeutico articolato per altre patologie, tra le quali:
    cefalea, dismenorrea, gomito del tennista, lombalgia, sindrome del tunnel carpale, asma, tossicodipendenza, riabilitazione post-ictus, nonché afferma che vi è una chiara evidenza dell’efficacia del trattamento per l’iperemesi gravidica, nausea e vomito postoperatori e postchemioterapia e algie dentarie postestrattive [1].

Successivamente, nel 2002 nel documento WHO viene riconosciuto che l’agopuntura appare efficace nelle  molteplici condizioni patologiche, quali: reazioni avverse a radioterapia e/o chemioterapia, rinite allergica, colica biliare, depressione, dissenteria, acuta bacillare, dismenorrea, epigastralgia acuta, dolore facciale, epicondilite, cefalea, ipertensione essenziale, ipotensione primaria, induzione travaglio, gonalgia, leucopenia, distorsione lombare, lombalgia, della malposizione fetale, nausea, vomito, dolore cervicale in odontostomatologia, disturbi temporo-mandibolari, periartrite scapolo-omerale, dolore postoperatorio, colica renale, artrite reumatoide, sciatica e molti altri [1].