Agopuntura in Piemonte
a cura del medico agopunture
Ekaterina A. Vorontchikhina
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Può suonare come un paradosso a suo modo provocatorio, ma la Medicina occidentale tende un po’ troppo spesso a confondere il suo ruolo, o meglio ancora l’oggetto del suo interesse, spostandolo dalla cura della Persona malata alla cura della Malattia in sé, fino all’estremo di concentrarsi sull’Organo ritenuto a torto o a ragione ammalato. Non a caso l’accusa, probabilmente un po’ esagerata ma certamente rivolta nella direzione giusta, rivolta alla medicina convenzionale occidentale di essere ormai divenuta una sorta di “medicina d’organo”.

Certo, a nessuno verrebbe in mente a chi accusa una distorsione alla caviglia di fasciare invece il polso… Ma converrete anche voi che non ci sarebbe nulla di sorprendente nel sapere che il proprio mail di testa è originato da disturbi in qualche altra parte del corpo, ad esempio da una difficoltà di digestione, e che se ci recassimo da un medico per curare questo mal di testa, analgesici a parte, questi avrebbe tutte le ragioni per concentrarsi non sulla testa in sé stessa – che esprime in questo vaso semplicemente il sintomo – quanto sulla cura degli organi realmente malati, quindi quelli dell’apparato digestivo, per esempio il fegato.

Questa prospettiva diventa quasi la regola quando il medico è anche specializzato in agopuntura, dal momento che è prassi del tutto consolidata in questa disciplina non limitarsi a considerare l’organo sul quale si manifestano i sintomi accusati dal paziente, ma di prendere in esame la Persona nel suo insieme, in un approccio olistico che valorizza l’equilibrio e l’armonia tra le parti.

Questa prospettiva risulta inoltre di particolare valore proprio nei casi di somatizzazioni di disagi e sofferenze nella sfera psichica ed emotiva, situazioni queste assolutamente reali nella loro concretezza, e che tuttavia spesso pongono in situazioni d’imbarazzo la medicina ufficiale occidentale, alla costante ricerca di quell’organo malato da trasformare nel bersaglio inequivocabile delle proprie cure.